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	<title>Alessandro Serena. Web producer, consulente web</title>
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		<title>E se il manichino fosse reale?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiunque abbia una collezione da presentare (sul web o su di un catalogo) si trova presto o tardi con il classico problema del manichino: quale scegliere, in che materiale, con quali pose. &#160; La nostra soluzione al problema è stata quella di rivoluzionare il concetto di manichino, rendendolo reale. Per prima cosa eccovi il risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-425" title="E se il manichino fosse reale?" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/04/post-manichino.jpg" alt="" width="261" height="90" />Chiunque abbia una collezione da presentare (sul web o su di un catalogo) si trova presto o tardi con il classico <strong>problema del manichino: quale scegliere, in che materiale, con quali pose.</strong></p>
<p><span id="more-420"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra soluzione al problema è stata quella di <strong>rivoluzionare</strong> il concetto di manichino, rendendolo <strong>reale</strong>.</p>
<p>Per prima cosa eccovi il risultato finale:</p>
<p><img class="size-full wp-image-421 alignnone" title="Manichino reale figura intera" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/04/manichino-reale-figura-intera.jpg" alt="" width="570" height="857" /></p>
<p>Il trucco è semplice ed efficace: <strong>utilizzare una vera modella</strong>, metterla in posa <strong>nel modo corretto</strong> e realizzare una buona <strong>post-produzione degli scatti</strong>.</p>
<p>È possibile utilizzare una testa stilizzata al posto della reale testa della modella:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-422" title="Manichino reale figura intera 2" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/04/manichino-reale-figura-intera-2.jpg" alt="" width="570" height="857" /></p>
<p>Il particolare tipo di trucco, la posa della modella, le attrezzature utilizzate e la post-produzione consentono di ottenere un&#8217;ottima qualità anche nei dettagli:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-423" title="Dettagli manichino" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/04/manichino-dettagli.jpg" alt="" width="570" height="713" /></p>
<p>I punti di forza di questa scelta sono molteplici, dalle infinite pose possibili ai tempi rapidi di cambio abito.</p>
<p>Il “manichino reale” è un’idea che potete utilizzare liberamente. Se invece preferite rivolgervi a noi per realizzare il servizio fotografico potete contattarci all’indirizzo info@webproducer.it o compilando il modulo <a title="Contatti" href="http://www.webproducer.it/contatti/">Contatti</a>.</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>Il blog più alto del mondo</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2012/01/il-blog-piu-alto-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 12:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il viaggio nel mio archivio, ed oggi facciamo tappa in alta quota. &#160; &#160; Nel 2003 Manuela di Centa diventa la prima italiana in cima all’Everest: Il sito ufficiale dell’impresa è l’ormai disattivato www.everestspeedexpedition.com: Il sito era la prima fonte di informazione per quanti seguivano la scalata (ora molto comune, ma allora abbastanza rara): [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-414" title="Everest Speed Expedition" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/post-everest.jpg" alt="Everest Speed Expedition" width="261" height="90" /></p>
<p>Continua il viaggio nel mio archivio, ed oggi facciamo tappa in alta quota.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-410"></span></p>
<p>Nel 2003 Manuela di Centa diventa la prima italiana in cima all’Everest:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-411" title="Gazzetta dello Sport, 24 maggio 2003" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/GazzettaDelloSport_24mag_pag1-570.jpg" alt="" width="570" height="574" /></p>
<p>Il sito ufficiale dell’impresa è l’ormai disattivato www.everestspeedexpedition.com:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-412" title="Everest Speed Expedition" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/everestspeedexpedition-570.jpg" alt="" width="570" height="562" /></p>
<p>Il sito era la <strong>prima fonte di informazione</strong> per quanti seguivano la scalata (ora molto comune, ma allora abbastanza rara): i testi e le foto ci arrivavano direttamente dal Campo Base dell’Everest <strong>a più di 5.000 metri di altezza</strong>, e noi inserivamo tutto in tempo reale.</p>
<p>Il sito ha avuto un notevole successo, sia come numero di visitatori che come fedeltà degli stessi. La maggior parte delle persone tornava quotidianamente per vedere gli ultimi aggiornamenti.</p>
<p>Il Corriere.it del 23 maggio 2003 scriveva:</p>
<p><em><strong>Bloggando dal tetto del mondo</strong> </em><br />
<em>Blogging o cronaca multimediale di un&#8217;eccezionale impresa sportiva? Considerato il tema, la persona che lo affronta e il modo in cui lo affronta, potremmo dire che nel sito Everest Speed Expedition si fondono entrambe le attività. A postare le notizie in ordine cronologico &#8211; la formula del «diario di bordo» è rigorosamente rispettata per cui si può parlare a tutti gli effetti di blogging &#8211; è <strong>Manuela Di Centa</strong>, nota campionessa olimpica e mondiale di fondo. «Terminata l&#8217;attività agonistica» scrive Manuela sul suo diario on line, «ho sentito più forte la voglia di vivere me stessa profondamente, di continuare a conoscere, imparare, apprezzare un mondo semplice, ma sublime, la montagna». </em></p>
<p><em>Categoria: Personal Blog </em><br />
<em>Argomenti: Sport</em></p>
<p><em>Un desiderio che ha deciso di appagare alla grande, visto che queste parole ci arrivano da oltre cinquemila metri di altitudine, dal Campo Base dove si prepara a coronare il sogno di diventare la prima italiana a scalare la cima più alta del mondo, il mitico Everest. Ma Manuela non sarà la sola a tentare un&#8217;inedita impresa: la nostra campionessa è salita fin lassù anche in veste di cronista, per seguire e documentare il tentativo di <strong>Fabio Meraldi</strong>, alpinista e skyrunner (la corsa ad alta quota) che si prepara a stabilire un incredibile record: salire e scendere sulla cima dell&#8217;Everest (lungo il percorso seguito da Hillary e Tenzing) nel corso di un&#8217;unica giornata, senza aiuti esterni e con la sola propria forza fisica e mentale. </em></p>
<p><em>Nazionalità e lingua: Italiano</em><br />
<em><strong>Voto: * * * ottimo</strong></em></p>
<p><em>Meraldi detiene già <strong>il record di salita alle cime dell&#8217;Aconcagua</strong> (6970 metri) e dello <strong>Shisha Pangma</strong> (8013 metri) e se riuscisse a ripetersi sull&#8217;Everest si accrediterebbe definitivamente come il più grande specialista mondiale di questa disciplina sportiva per superman. In attesa che Meraldi tenti il gran balzo, gli appassionati di montagna possono seguire i preparativi attraverso le parole di Manuela, corredate da splendide immagini della imponente montagna che attende la nuova sfida. </em></p>
<p><em>Carlo Formenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’immagine più bella del sito? La vetta, <strong>ripresa anche con 4 brevi (ma emozionanti) video</strong>:<br />
<a title="Video della vetta dell'Everest" href="http://www.webproducer.it/immagini/everest/MOV00027.MPG" target="_blank"> VIDEO 1</a> &#8211; <a title="Video della vetta dell'Everest" href="http://www.webproducer.it/immagini/everest/MOV00028.MPG" target="_blank">VIDEO 2</a> &#8211; <a title="Video della vetta dell'Everest" href="http://www.webproducer.it/immagini/everest/MOV00029.MPG" target="_blank">VIDEO 3</a> &#8211; <a title="Video della vetta dell'Everest" href="http://www.webproducer.it/immagini/everest/MOV00030.MPG" target="_blank">VIDEO 4</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-413" title="Manuela di Centa sulla vetta dell'Everest" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/20030721b-corrected.jpg" alt="Manuela di Centa sulla vetta dell'Everest" width="302" height="450" /></p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>È una buona idea usare i template già pronti al posto di creare un sito web su misura?</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2012/01/e-una-buona-idea-usare-i-template-gia-pronti-al-posto-di-creare-un-sito-web-su-misura/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle prime scelte affrontate da chi vuole un sito internet è quella di decidere se farsi creare una grafica da zero, o se utilizzare un template grafico già pronto. &#160; L’attuale tendenza, nei progetti a basso budget, è quella di affidarsi ad una soluzione grafica già pronta. E fin qui non c’è nulla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-399" title="International Skyrunning Federation" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/isf-post.jpg" alt="" width="261" height="90" />Una delle prime scelte affrontate da chi vuole un sito internet è quella di decidere se<strong> farsi creare una grafica da zero</strong>, o se<strong> utilizzare un template grafico già pronto</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-396"></span></p>
<p>L’attuale tendenza, nei progetti a basso budget, è quella di affidarsi ad una soluzione grafica già pronta.</p>
<p>E fin qui non c’è nulla di male.</p>
<p>Il problema nasce quando:</p>
<p>1. <strong>La scelta della grafica viene svolta da una persona che non è del mestiere</strong> (tipicamente chi vuole realizzare il sito o un professionista non molto qualificato)<br />
2. Gli stock utilizzati sono di <strong>bassa qualità</strong> e/o in <strong>numero non sufficiente</strong> ad avere una buona base di scelta<br />
3. La grafica selezionata <strong>non viene minimamente personalizzata per il cliente</strong></p>
<p>La scelta del professionista è estremamente attuale. Ultimamente un mio cliente mi ha confidato di essersi rivolto ad un concorrente che ha proposto un prezzo molto basso per la realizzazione di un sito web creato apposta per lui. <strong>Come viene svolto il lavoro? Dopo un mese dalla ricezione dell’ordine, questo fornitore presenta il sito finito al cliente! Quindi zero scelta e soprattutto zero possibilità di sapere se VERAMENTE quel sito è stato fatto su misura..</strong></p>
<p>Ma anche senza arrivare a casi estremi, capita spesso che i clienti non capiscano le reali potenzialità offerte dalla personalizzazione.</p>
<p>Come sempre, ecco un esempio pratico.</p>
<p>Ho appena realizzato la nuova versione del sito web della International Skyrunning Federation, la Federazione Internazionale dello sport in alta quota.</p>
<p>Ho selezionato per loro <strong>una serie di possibili template grafici</strong>, sulla base delle <strong>esigenze funzionali ed estetiche</strong> del sito.</p>
<p>La grafica che abbiamo scelto è stata questa:</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-397" title="Template originale" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/template-originale-light-716x1024.jpg" alt="" width="570" height="814" /></p>
<p><strong>Ma questo è stato solo l’inizio del lavoro.</strong></p>
<p>Abbiamo infatti deciso e provato insieme tutta una serie di modifiche grafiche e contenutistiche (dai <strong>colori</strong> alla <strong>scelta del posizionamento dei testi</strong>, fino alla <strong>dimensione delle foto</strong> nelle varie parti del sito).</p>
<p>Il risultato finale è questo (visibile anche sul sito <a title="International Skyrunning Federation" href="http://www.skyrunning.com" target="_blank">www.skyrunning.com</a>):</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-398" title="Template finale" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2012/01/template-finale-light-1004x1024.jpg" alt="" width="570" height="581" /></p>
<p>È quindi possibile ottenere un buon lavoro da un template grafico. L&#8217;importante, come sempre, è valutare bene a chi fare eseguire il lavoro.</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>Web producer: un nuovo tipo di consulente web</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2011/08/web-producer-un-nuovo-tipo-di-consulente-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 21:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi viene spesso chiesto perché mi definisco principalmente &#8220;web producer&#8221; e non &#8220;consulente web&#8220;, visto che quest&#8217;ultima è una figura già nota al pubblico. &#160; Credo che la risposta sia semplice: un web producer è anche un consulente web, ma non viceversa. Essere chiamato per delle consulenze web, è una parte fondamentale del mio lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-388" title="web-producer-VS-consulente-web" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/08/web-producer-VS-consulente-web.jpg" alt="" width="261" height="90" />Mi viene spesso chiesto perché mi definisco principalmente &#8220;<strong>web producer</strong>&#8221; e non &#8220;<strong>consulente web</strong>&#8220;, visto che quest&#8217;ultima è una figura già nota al pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-387"></span></p>
<p>Credo che la risposta sia semplice: <strong>un web producer è anche un consulente web, ma non viceversa</strong>.</p>
<p>Essere chiamato per delle consulenze web, è una parte fondamentale del mio lavoro, ma i risultati più grandi si hanno con le produzioni web. Prima di tutto cambia il team di lavoro, nelle produzioni creo un team di professionisti ad hoc, mentre per le consulenze opero da solo. Inoltre, mentre la consulenza web indica la strada da seguire per svolgere al meglio il lavoro, nella produzione web la strada viene creata.</p>
<p>Ovviamente anche la consulenza ha i suoi vantaggi, ad esempio un costo inferiore per il cliente, e anche il fatto che spesso nella consulenza si fa formazione, permettendo al cliente di acquisire competenze ad alto valore aggiunto. Inoltre è la strada più usata qualvolta ci sia un team già esistente, e sia necessaria una guida e dei consigli operativi.</p>
<p>Spero di aver chiarito i dubbi!</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>Ma alla fine, a cosa serve un sito web?</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2011/08/ma-alla-fine-a-cosa-serve-un-sito-web-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 21:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia è diffusa l’idea che un sito web sia un qualcosa da avere, quasi fosse una certificazione o una licenza. Ma a COSA serve un sito web? Lasciamo da parte la grafica, la creatività, le fotografie. Lasciamo addirittura da parte i testi. Un sito web ha senso di esistere solo se fa parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-381" title="a-cosa-serve-un-sito-web" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/08/a-cosa-serve-un-sito-web.jpg" alt="" width="261" height="90" />In Italia è diffusa l’idea che un sito web sia un qualcosa da avere, quasi fosse una certificazione o una licenza.</p>
<p><strong>Ma a COSA serve un sito web?</strong></p>
<p><span id="more-377"></span></p>
<p>Lasciamo da parte la grafica, la creatività, le fotografie. Lasciamo addirittura da parte i testi. <strong>Un sito web ha senso di esistere solo se fa parte di una strategia</strong>, di un piano più ampio che parte dall’interesse di una persona verso un certo argomento, prosegue nella rintracciabilità del proprio sito in mezzo alla massa, raggiunge il suo culmine nel fornire il maggior numero di informazioni di qualità, e termina con il contatto diretto da parte della persona, che <strong>solo a questo punto</strong> possiamo chiamare cliente e dobbiamo contare.</p>
<p>È infatti importante non farsi abbagliare dal numero di visitatori o delle pagine viste, ma <strong>concentrarsi solo sulle conversioni</strong>, vere e proprie azioni per noi importanti: quindi la compilazione di un modulo, un acquisto, l’iscrizione ad una newsletter.</p>
<p>Ma non possiamo chiedere ad una persona di fare un’azione se noi stessi non sappiamo cosa aspettarci da questa persona. <strong>Ogni pagina dovrà quindi avere un motivo di esistere</strong> all’interno dell’ecosistema del sito, e dovrà avere un singolo scopo: portare una conversione, oppure condurre il navigatore al prossimo passo verso una conversione.</p>
<p>Come procedere dunque? Ecco un elenco che può essere utile:</p>
<p><strong>1. Definire gli obiettivi della propria attività</strong>, NON del proprio sito. Può sembrare banale, ma spesso non lo è</p>
<p><strong>2. Disegnare un diagramma di flusso</strong> (un insieme di passaggi, come questo elenco) specificando nel dettaglio le azioni che le persone devono fare per soddisfare il nostro bisogno</p>
<p><strong>3. Aggiungere l’elemento sito web all’interno di questo diagramma</strong> (può essere nella fase iniziale, per trovare più persone interessate, nella parte centrale, per gestire il cliente già acquisito, o nella parte finale, per dare un supporto post-vendita)</p>
<p><strong>4. Solo a questo punto creare il sito web.</strong> Ogni elemento di questo sito dovrà essere pensato per ottimizzare lo scopo proposto, come i singoli pezzi di una macchina da corsa.</p>
<p><strong>5. Cambiare tutto.</strong> O meglio, analizzare le azioni svolte dai navigatori e fare continui piccoli cambiamenti, con lo scopo di aumentare la percentuale di persone che terminano il percorso e rendono utile e produttivo il sito.</p>
<p>Una visione magari troppo pratica, ma non dimentichiamo che qui stiamo parlando di siti professionali, con lo scopo dichiarato di portare fatturato.</p>
<p>Iniziamo a trattarli in questo modo, e vedremo i famosi risultati che spesso mancano nei siti-vetrina.</p>
<p><a title="Photo credit" href="http://www.flickr.com/photos/jgarrattley/4079101922/" target="_blank">Photo credit</a></p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>Banner pubblicitari? Sì, ma solo se professionali</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I banner pubblicitari sono al tempo stesso la migliore e la peggiore soluzione utilizzabile per promuovere un sito. La loro principale caratteristica, l’essere composti da immagini, li rende estremamente pericolosi: quante volte navigando abbiamo visto banner quantomeno imbarazzanti? Ci sono due scenari possibili: la creazione ex novo di una campagna, oppure l’adattamento da altri media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-321" title="Banner Polartec" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/banner-polartec-occhi.jpg" alt="" width="261" height="90" />I banner pubblicitari sono al tempo stesso la migliore e la peggiore soluzione utilizzabile per promuovere un sito. La loro principale caratteristica, l’essere composti da immagini, li rende estremamente pericolosi: quante volte navigando abbiamo visto banner quantomeno imbarazzanti?</p>
<p><span id="more-320"></span>Ci sono due scenari possibili: la creazione ex novo di una campagna, oppure l’adattamento da altri media di una campagna esistente.</p>
<p>Troppo spesso viene sottovalutata l’importanza di avere un messaggio chiaro nel banner, una call to action che possa invogliare il navigatore a cliccare. Ma altrettanto facilmente vediamo banner concepiti esclusivamente per quel singolo clic, e che non portano poi a conversioni del navigatore in cliente. In entrambi i casi c’è una scarsa attenzione al cliente ed ai navigatori.</p>
<p>In questo post mi concentro quindi sul secondo scenario, l’adattamento di una campagna esistente.</p>
<p>Prendo come esempio un recente banner che ho realizzato partendo da materiale preesistente creato per la stampa. In questo caso la creatività è già fornita dal cliente, quindi testi ed elementi del banner sono definiti.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-324" title="Banner Polartec, versione per la stampa" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/banner-polartec-stampa-nick-577x800.jpg" alt="" width="577" height="800" /></p>
<p>La difficoltà con i banner pubblicitari è da una parte la  loro ridotta dimensione (che obbliga a ripensare la struttura della pubblicità), dall’altra il limitato peso che possono avere in termini di kilobyte. La soluzione migliore è quindi quella di creare uno storyboard, per spostare l’attenzione del navigatore dall’ambito dello spazio a quello del tempo. Se infatti non possiamo avere tanto spazio in cui posizionare tutta la creatività, possiamo usare il fattore tempo e presentare più situazioni nello stesso spazio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-325" title="Banner Polartec, versione banner 728x90 pixel" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/banner-polartec-stampa-nick-728.jpg" alt="" width="590" height="268" /></p>
<p>Una difficoltà aggiuntiva è data poi dai vari formati richiesti, profondamente diversi fra loro: dal rettangolo orizzontale, al quadrato, al rettangolo verticale.In questo esempio possiamo vedere come cambiano gli elementi del banner, dalle dimensioni dei testi fino alla composizione vera e propria dell’animazione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-326" title="Banne Polartec per il web, versione 414x80 pixel" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/banner-polartec-stampa-nick-414.jpg" alt="" width="414" height="351" /></p>
<p>Quanto appena detto si applica di solito ad una intera campagna, ecco un altro esempio realizzato:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-331" title="Banner Polartec, versione per il web 414x80 pixel, formato gif animato" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/GIF-polartec-414x80-janet.gif" alt="" width="414" height="80" /></p>
<p>Senza dimenticare il fattore lingua. A seguire un esempio della stessa campagna in tedesco (in questo caso con tutti e tre i personaggi della campagna):</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-332" title="Banner Polartec, versione per il web 468x60, formato gif animato" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/06/polartec-468x60-gif.gif" alt="" width="468" height="60" /></p>
<p>Ed il tutto, sempre, in due formati: Flash e gif animato (per garantire la fruizione del contenuto anche a chi non visualizza il player Flash, come ad esempio i dispositivi iPhone ed iPad). <a href="http://www.webproducer.it/banner-polartec/polartec-728x90D.html" target="_blank">A questo link</a> è possibile vedere un esempio Flash del formato 728&#215;90 pixel, mentre <a href="http://www.webproducer.it/banner-polartec/polartec-414x80.html" target="_blank">qui </a>a 414&#215;80 pixel.</p>
<p>Il mio consiglio? Fate pure i banner, ma che siano professionali!</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’importanza della musica nei siti web. Due possibili strade per averla nel proprio sito.</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2011/05/limportanza-della-musica-nei-siti-web-due-possibili-strade-per-averla-nel-proprio-sito/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 15:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripeto spesso che un sito deve essere per prima cosa utile, deve soddisfare un bisogno o una curiosità, insomma deve portare informazioni. Ci sono però diversi casi nei quali si vuole creare un’emozione, fine a se stessa o parte di un percorso più ampio. In questi siti è fondamentale la presenza della musica, vera linea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-313" title="musica" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/musica.jpg" alt="" width="261" height="90" />Ripeto spesso che un sito deve essere per prima cosa utile, deve soddisfare un bisogno o una curiosità, insomma deve portare informazioni.</p>
<p>Ci sono però diversi casi nei quali si vuole creare un’emozione, fine a se stessa o parte di un percorso più ampio. In questi siti è fondamentale la presenza della musica, vera linea rossa che accompagna il navigatore nel percorso narrativo che vogliamo fargli seguire.</p>
<p><span id="more-312"></span></p>
<p>La musica permette di “dare vita” ad una semplice sequenza di foto, come in questo intro creato per un nostro cliente: <a href="http://www.pianaclerico1582.com/" target="_blank">http://www.pianaclerico1582.com/</a>, oppure accompagnare un’animazione flash, come in questa presentazione che abbiamo realizzato per presentare il concetto di “connettore”: <a href="http://www.webproducer.it/flash-presentation.html" target="_blank">http://www.webproducer.it/flash-presentation.html</a>, o semplicemente accompagnare un video, come in questo video prodotto per un nostro cliente: <a href="http://www.studioserena.net/skyvideo/" target="_blank">http://www.studioserena.net/skyvideo/</a>.</p>
<p>Queste musiche sono normalmente acquistate da siti royalty free, immensi depositi di musica libera da diritti (in pratica l’acquisto del brano è accompagnato da una liberatoria dove vengono specificati gli usi ammessi). Il problema non è quindi nel TROVARE musica, ma essenzialmente nello SCEGLIERE quella adatta.</p>
<p>Ci sono infine casi nei quali non basta una musica “preconfezionata”, ma è necessario comporre, eseguire e registrare un pezzo. È una situazione che capita spesso nei progetti Premium, o dove si vuole essere gli unici proprietari del pezzo (perché il pezzo stesso è parte dominante e caratterizzante del sito), o ancora se la musica deve interfacciarsi con gli altri elementi (tipico il caso della musica di sottofondo nei film, o nei videogiochi).</p>
<p>In questi casi seguo la produzione di pezzi creati dal nulla, partendo dalla tipologia di sito che li ospiterà, dal pubblico che li ascolterà, da quanto essi dovranno essere presenti in primo piano (o semplicemente fungere da tappeto musicale). Aggiungo quindi al team un compositore, con competenze musicali e tecniche adeguate al progetto: la scelta cambia infatti in funzione del tipo di musica necessaria, da musica d’orchestra a jazz, blues, rock, disco.</p>
<p>Ecco un esempio di musica che abbiamo composto, in questo caso per un sito con una forte componente emotiva: <a href="http://www.webproducer.it/gateway.mp3" target="_blank">www.webproducer.it/gateway.mp3</a></p>
<p>Ecco quindi le due strade da valutare, con pro e contro:</p>
<p>-          L’acquisto da siti royalty free, come <a href="http://www.magnatune.com/" target="_blank">www.magnatune.com</a>, con un vantaggio di costi ma lo svantaggio di doversi adattare a musica già composta. Senza dimenticare che la scelta della musica giusta deve essere affidata ad un professionista, che sappia quale pezzo può “funzionare” nel nostro caso</p>
<p>-          La creazione di una musica personalizzata, con lo svantaggio di costi e tempi superiori, ma la certezza di avere un pezzo unico, perfettamente aderente al progetto</p>
<p>Buona musica a tutti!</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>&#8220;Non Così Nuove Tecnologie&#8221; all’Università Cattolica di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 09:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho tenuto una lezione all’interno del Corso di Laurea “Teoria e tecniche della comunicazione mediale” dell’Università Cattolica di Milano, ospite del Professor Marco Lombardi. &#160; ATTENZIONE: POST AD ALTO CONTENUTO DI LINK E IDEE Ho incentrato il mio intervento sul concetto dell’essere professionista nell’uso delle nuove tecnologie nell’ambito delle comunicazioni. La prima parte dell’incontro è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-301" title="Università Cattolica del Sacro Cuore" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/cattolica-post.jpg" alt="" width="261" height="90" />Ho tenuto una lezione all’interno del Corso di Laurea “Teoria e tecniche della comunicazione mediale” dell’<a title="Università Cattolica" href="http://www.unicattolica.it" target="_blank">Università Cattolica di Milano</a>, ospite del Professor <a href="http://docenti.unicatt.it/web/profilo.do?cod_docente=02047&amp;section=profilo&amp;language=ITA" target="_blank">Marco Lombardi</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ATTENZIONE: POST AD ALTO CONTENUTO DI LINK E IDEE</strong></p>
<p><span id="more-297"></span></p>
<p>Ho incentrato il mio intervento sul concetto dell’essere professionista nell’uso delle nuove tecnologie nell’ambito delle comunicazioni.</p>
<p>La prima parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi di una serie di esempi pratici riguardanti persone (italiane e straniere) che lavorano USANDO le nuove tecnologie, ma non necessariamente NEL SETTORE delle nuove tecnologie (es. <a href="http://chrisguillebeau.com/3x5/" target="_blank">Chris Guillebeau</a>).</p>
<p>Accanto ad ogni esempio c’è stato un proficuo scambio di battute con il professor Lombardi, con il risultato di avere una visione sia professionale che accademica, dando in questo modo maggior forza a quanto già studiato all’interno del corso.</p>
<p>A seguire ho presentato una serie di concetti che hanno dato forza alle esperienze appena viste, e a seguire  qualche consiglio pratico su come iniziare ad avvicinarsi all’uso delle nuove tecnologie con un occhio di riguardo alla situazione italiana.</p>
<p>La conclusione: le tecnologie esistono, la sfida è applicare queste conoscenze e questi strumenti nella vita professionale quotidiana, cercando di mediare con le aziende. Utilizzando magari delle “Non Così Nuove Tecnologie” , ma applicate al meglio, sia qualitativamente (i contenuti) che quantitativamente (costanza nel tempo).</p>
<p><strong>Ho coniato il termine “Non Così Nuove Tecnologie” per indicare tutti gli strumenti ormai considerati “vecchi”, dalla posta elettronica ai blog, ingiustamente ignorati dal mondo delle Nuove Tecnologie, sempre alla ricerca di innovazioni. La nostra società non tiene il passo di queste novità, e spesso si osserva una continua rincorsa, senza un ritorno sugli investimenti e soprattutto con una grande incertezza da parte degli attori coinvolti.</strong></p>
<p>Ritengo sia quindi il caso di riscoprire questi strumenti, utilizzandoli però al massimo delle loro possibilità. La sfida è quella di scegliere accuratamente la tecnologia, in funzione del pubblico che vogliamo raggiungere.</p>
<p><strong>Questo è l’elenco degli esempi che ho selezionato:</strong></p>
<p>- <a href="http://www.alessandrosportelli.it/" target="_blank">Alessandro Sportelli</a> – corso online sull’utilizzo di Facebook</p>
<p>- <a href="http://mag.wired.it/rivista/storie/the-big-bing.html" target="_blank">Lorenzo Thione</a>, l’inventore di Bing. L’analisi logica applicata ai motori di ricerca</p>
<p>- <a href="http://www.proz.com" target="_blank">www.proz.com</a>: community di traduttori, un motore di ricerca verticale</p>
<p>- <a href="http://www.masternewmedia.org/it/" target="_blank">Robin Good</a>: l’uomo da un milione di dollari, tutti ricavati da Google AdSense. Il segreto: scrivere articoli su argomenti di elevato interesse. In 5 lingue</p>
<p>- <a href="http://www.alfredobini.com/" target="_blank">Alfredo Bini</a>. Essere fotogiornalista oggi: l’importanza di avere contatti via internet con I migliori siti web (<a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8141356.stm" target="_blank">BBC</a>, <a href="http://lens.blogs.nytimes.com/tag/alfredo-bini/" target="_blank">New York Times</a>). E scoprire che è più facile essere pubblicati in questo modo che nei modi tradizionali</p>
<p>- <a href="http://www.italiansinfuga.com/" target="_blank">Italians in Fuga</a>: come creare una community di persone partite (o in partenza) dall’Italia per andare a lavorare all’estero, e come il fondatore Aldo Mencaraglia stia iniziando a monetizzare il valore del suo pubblico (tramite la <a href="http://www.italiansinfuga.com/corso-inglese-colloquio-di-lavoro/" target="_blank">vendita di corsi di inglese</a>). Tutto dalla Nuova Zelanda</p>
<p>- <a href="http://www.allaboutkane.com" target="_blank">All About Kane</a>, dalla piccola provincia italiana all’Heineken Jammin’ Festival. Grazie all’uso di un’ottima sala di registrazione ed al sito internet del Festival. Senza dimenticare la bravura</p>
<p>- <a href="http://www.tracciamo.com" target="_blank">www.tracciamo.com</a>. Dare un segnalatore GPS ad un ciclista che gira il mondo, visualizzare i dati in tempo reale su un sito (sovrapposti a Google Maps), farsi conoscere e vendere il proprio servizio a terzi. Tecnica già vista? Intanto iniziamo a farlo..</p>
<p>- <a href="http://chrisguillebeau.com/3x5/" target="_blank">Chris Guillebeau</a>. Sta girando il mondo, come tanti ultimamente. Ma lui è riuscito ad utilizzare al meglio blog, newsletter e scrittura di libri. Dando anche consigli su come risparmiare nei viaggi</p>
<p>- Second Life: come ho utilizzato questa piattaforma (ormai dimenticata dai più) per trovare una persona che potesse scrivere su un giornale online del quale sono caporedattore. Come? Andando alla presentazione virtuale di un sito composto da net citizens, e facendo due chiacchiere..</p>
<p><strong>Ho concluso l’incontro dando qualche stimolo pratico ai partecipanti, fornendo loro delle “best practice” immediatamente spendibili:</strong></p>
<p>- Usare Skype per “trovarsi” settimanalmente con altre 3 persone, simili per lavoro / sogno, e fissare ogni volta un obiettivo da raggiungere nella settimana</p>
<p>- Usare i social media per diffondere quello che si sta facendo (lavoro, progetto, sogno): lavorare per se stessi, per imparare a maneggiare i nuovi strumenti della comunicazione, senza rischiare di essere licenziati</p>
<p>- Dare baci in Piazza Duomo: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/02/22/nicoletta-crisponi-e-1kiss4newyork-500-baci-in-6-ore-per-la-tesi-a-new-york-intervista/" target="_blank">Nicoletta Crisponi</a>. Lo scopo: farsi notare dai responsabili di Improv Everywhere, l’associazione di New York dove sogna di svolgere un tirocinio</p>
<p>- <a href="http://www.fogliata.net/2010/05/26/trovare-lavoro-adwords/" target="_blank">Usare Google AdWords per trovare lavoro</a>:  un ragazzo americano ha creato degli annunci AdWords con 5 parole chiave: i nomi di 5 creative director di New York. Questo perché conosce bene il media internet e le tendenze attuali, in questo caso l’egosurfing (cercare il proprio nome su Google). Quando queste persone hanno cercato il proprio nome, hanno trovato l’annuncio: “Hey Nome Cognome! Googling your name is fun, and hiring me will be fun, too!”. E lo hanno assunto subito</p>
<p>E ora a voi! Conquistate il mondo!</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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		<title>Photo session &amp; backstage: come avere fotografie simpatiche e professionali</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 17:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle componenti fondamentali nella realizzazione di un sito web è la la parte che riguarda le immagini fotografiche. Troppo spesso si sottovaluta questa “finestra sul nostro mondo”, senza considerare che un utente ci vede per la prima volta proprio attraverso il sito web. Una soluzione che vedo spesso implementata è quella di affidarsi totalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Foto ironiche" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/foto-ironiche.jpg" alt="" width="261" height="90" />Una delle componenti fondamentali nella realizzazione di un sito web è la la parte che riguarda le immagini fotografiche. Troppo spesso si sottovaluta questa “finestra sul nostro mondo”, senza considerare che un utente ci vede per la prima volta proprio attraverso il sito web.</p>
<p><span id="more-275"></span></p>
<p>Una soluzione che vedo spesso implementata è quella di affidarsi totalmente a immagini di stock. Io approvo l’utilizzo di questi siti, ma non quando vengono utilizzati modelli al posto dei componenti dell’azienda. Trovo che sia scorretto e spesso anche inutile, perché chiunque abbia un po’ di ochio sa riconoscere una foto di stock, magari rappresentante persone di evidente nazionalità straniera.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-289" title="Backstage" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/backstage-570.jpg" alt="" width="570" height="96" /></p>
<p>Vi propongo in questo post una selezione di immagini realizzate all’interno dei lavori di restyling di un sito web, quindi sotto la mia supervisione. Come vedete dalle immagini è necessaria la mia presenza, in quanto il fotografo deve seguire la linea grafica ed editoriale del sito web, e soprattutto rispettare gli ingombri delle immagini. Ad esempio nelle schede di ogni componente dovrà esserci una foto a figura intera, ed è importante che la larghezza massima sia rispettata.</p>
<p>Ho inserito anche delle immagini del backstage, per permettere di vedere “cosa c’è dietro” alla produzione.</p>
<p>Quello che non si vede è la bravura del fotografo, la sua capacità di mettere a proprio agio le persone (che, ricordiamo, non sono modelli). Uno shooting come questo richiede la massima partecipazione emotiva delle persone ritratte, che si mettono in gioco mettendo in mostra i loro hobby.</p>
<p><img class="size-full wp-image-285 alignnone" title="Primi piani" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/360-primi-piani-570px.jpg" alt="" width="570" height="169" /></p>
<p>Sul sito saranno infatti pubblicate delle immagini ironiche, che permettano ai clienti dell’azienda di vedere in un contesto diverso le persone con le quali collaborano tutti i giorni (e ovviamente ai nuovi clienti di conoscere un lato umano e divertente della società).</p>
<p>Era importante al tempo stesso mantenere una professionalità di base, garantita dalle immagini in primo piano e dalla figura intera in tenuta più “classica”.</p>
<p><a href="http://www.webproducer.it/2011/05/photo-session-backstage-come-avere-fotografie-simpatiche-e-professionali/selezione-foto-hobby-570/" rel="attachment wp-att-286"><img class="alignnone size-full wp-image-286" title="Foto hobby" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/05/selezione-foto-hobby-570.jpg" alt="" width="570" height="283" /></a></p>
<p>Come potete vedere è un lavoro che non si può improvvisare, che richiede creatività (l’idea di utilizzare immagini ironiche), programmazione (fare in modo che tutti gli accessori siano presenti nei giorni degli scatti), logistica (mantenere un elevato ritmo, per poter stare dentro ai tempi e costi di produzione), arte (la scelta della posizione da indicare alle persone, dell’espressione da avere, del sentimento da provare).</p>
<p>Ed ora correte a togliere quelle brutte foto che avete nei vostri siti, e sostituitele con qualcosa di unico: voi!</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nasce la versione inglese di webproducer.it</title>
		<link>http://www.webproducer.it/2011/02/nasce-la-versione-inglese-di-webproducer-it/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 09:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Serena]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.webproducer.it/?p=270</guid>
		<description><![CDATA[Ho il piacere di annunciare la nascita di www.webproducer.eu, il sito internazionale gemello di www.webproducer.it. La scelta di avere un riferimento in lingua inglese è evidente, quindi non mi dilungo. È però importante ricordare quanto questo sia solo un primo (obbligatorio) passo, a cui devono far seguito una serie di azioni. Ecco quelle che intendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-271" title="Nasce la versione inglese di webproducer.it" src="http://www.webproducer.it/wp-content/uploads/2011/02/immagini-english.jpg" alt="Nasce la versione inglese di webproducer.it" width="261" height="90" />Ho il piacere di annunciare la nascita di <a href="http://www.webproducer.eu">www.webproducer.eu</a>, il sito internazionale gemello di <a href="http://www.webproducer.it">www.webproducer.it</a>.</p>
<p><span id="more-270"></span>La scelta di avere un riferimento in lingua inglese è evidente, quindi non mi dilungo. È però importante ricordare quanto questo sia solo un primo (obbligatorio) passo, a cui <strong>devono far seguito una serie di azioni</strong>.</p>
<p>Ecco quelle che intendo seguire (sperando vi possano servire da spunto):<br />
- <strong>Seguire ATTIVAMENTE l’indicizzazione del sito</strong>, attraverso la presentazione del medesimo in tutti i principali motori di ricerca (ogni motore ha una sua pagina dedicata all’inserimento dei nuovi siti)<br />
- <strong>Creare contenuti</strong> che rispondano alla ricerche dei navigatori, soprattutto per quanto riguarda l’uso di <strong>determinate parole chiave<br />
</strong>- <strong>Pubblicare guest post in siti di settore</strong>, dando modo ad un pubblico di professionisti di venire a conoscenza del concetto di webproducer<br />
- <strong>Avviare una campagna banner</strong> dedicata alla diffusione del concetto webproducer, spingendo sulle case histories</p>
<p>Quindi ancora un lungo lavoro, che porterà risultati nel medio-lungo periodo. Ma fondamentale, per non dover solo affidarsi all’oggi.</p>
<p>Spero che questi consigli possano essere utili a chi sta creando o migliorando la propria presenza su internet, in caso di dubbi o domande contattatemi pure all’indirizzo <a href="mailto:info@webproducer.it">info@webproducer.it</a>.</p>
<p><em>Alessandro Serena</em></p>
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